domenica 8 novembre 2009

Isabella



Non potevo toccarti,
sveglio, ti sentivo dormire
nel tuo letto, desiderata.
Infilavo le mie mani, furtivo
sotto le coperte,
per sentire il tuo calore,
fino allo sbocciare della mia passione
Allora ti svegliavi
come un fiore nel mattino
mi attiravi a te,
come sonnambula,
nell'ombra della notte.

venerdì 6 novembre 2009

nati sotto un sole nero


intimo odore di morte
ti raccolgo
sbatti le ali
pregne di occhi ciechi

i fantasmi tramontano
nel mare della mente

provare l'agonia della nascita
in un cielo morto
sopra un mare morto


siamo nati sotto un sole nero
un sole più splendente dello splendore

viviamo la nostra vita
viviamo per la morte...

giovedì 5 novembre 2009

necromanzia


risacca di cadaveri
sfoglio la spiaggia
dita marce nell'acqua marcia
livide ferite in putrefazione

la cattedrale appare nella nebbia
tagliandosi la frangia

respiro questo odore di morte
l'aria marina mi ristora
il fango bacia il sangue mestruale
i brandelli di polpa
vestono i vestiti della negromanzia


pali su pali
e teschi su pali
e legni su filo spinato

il cielo è riarso di livido blu
assorbe deformandosi
foglie e foglie e foglie morte

la vita è completamente esaurita

mercoledì 4 novembre 2009

ferite incandescenti


lame sorridono come squali
bisturi come squali incandescenti
mostrano le zanne, sorrisi di squalo
lame di squalo

stelle brillano, lame taglienti
come bocche sorridenti
come bisturi incandescenti
stelle squalo
ferite incandescenti

sudario di sangue
ferite coperte di sangue
senz'altro sangue
senza il minimo accenno

ferite quasi mortali
schegge di cristallo
le bocche degli squali
ferite incandescenti

ferite quasi mortali
squarci che bruciano
bagliori di cristallo
ferite incandescenti

martedì 3 novembre 2009

La chiara coscienza


La coscienza della nostra mortalità ci accompagna costantemente e sempre cerchiamo di dimenticare questa verità intollerabile.
A volte però le difese cedono, l'illusione si disfa: ci troviamo di fronte al "vuoto irrespirabile". A me è successo a causa di una malattia: uno di quei mali terribili, che si evita perfino di pronunciare, quei mali che si dicono incurabili; poi si scopre che solo la vita lo è davvero.




il dio macellaio
ha detto che il mio tempo è finito
il dio macellaio ha parlato:
"morte certa, ormai,
è troppo tardi, ora"

si sentiva dio il macellaio
non tenendo in conto
l'inesplicabile

eppure la chance decise altrimenti,
si volse a mio favore
il pronostico ribaltato:
sono ancora vivo!


lunedì 2 novembre 2009

Il giorno dei morti


"El Dia de los Muertos" ritual skull by Alex Cruz



La consapevolezza della morte ci appartiene, come esseri umani, fin dai tempi della più remota preistoria. Lo testimonia il culto dei morti: questa pratica è un tratto costitutivo della cultura umana da sempre, almeno da che l'uomo è uomo.
Il cordoglio, il lutto e il dolore per la morte di un parente appartiene senza dubbio anche agli altri animali, almeno ad alcuni, specie mammiferi (per esempio: primati, elefanti e, ovviamente, animali domestici come il cane e il gatto). Indubbiamente, però, l'acuta consapevolezza della nostra mortalità è propria della coscienza dell'uomo.

Il Buio






La coscienza del nostro essere limitati e della finitezza della nostra vita ci coglie, a volte : è un attimo che paralizza o una lenta discesa nel buio della depressione.

Mi è successo di raggiungere abissi infiniti di cupezza; spesso, però, la depressione è accompagnata dalla confusione che, come una nebbia appiccicosa, impedisce di raggiungere una visione nitida, una chiara consapevolezza.

"Volevo essere tutto: venendo meno in questo vuoto, ma facendomi coraggio, devo dirmi:«Mi vergogno di averlo voluto, ora infatti lo vedo, significava dormire». Da quel momento ha inizio un 'esperienza singolare. Lo spirito si muove in un mondo strano in cui l'angoscia e l'estasi vengono a comporsi"
Georges Bataille, L'Esperienza interiore